GIUSEPPE VERDI
I lombardi alla prima crociata
I Lombardi alla prima crociata
Dramma
lirico in quattro atti
Musica di
Giuseppe Verdi
Libretto di
Temistocle Solera
ATTO/scena: In
I | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 |
II | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 |
III | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 |
Arvino, Tenore
}figli
di Folco, signore di Rò,
Pagano, Basso
Viclinda, moglie
di Arvino, Soprano
Giselda, sua
figlia, Soprano
Pirro, scudiero
d'Arvino, Basso
Priore della
città di Milano, Tenore
Acciano, tiranno
d'Antiochia, Basso
Oronte, suo figlio,
Tenore
Sofia, moglie
del tiranno di Antiochia, fatta celatamente cristiana, Soprano
Un eremita
Claustrali,
Priori, Sgherri, Armigeri nel palazzo di Rò, Ambasciatori Persi, Medi,
Damasceni e
Caldei,
Cavalieri e Guerrieri Crociati, Pellegrini, Donne Lombarde, Donne dell'Harem,
Vergini.
La Scena:
Atto I in Milano. Atto II in Antiochia e sue vie. Atto III e IV; presso
Gerusalemme.
ATTO/scena: In
I | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 |
II | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 |
III | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 |
ATTO PRIMO -
La vendetta
La Piazza di
Sant'Ambrogio.S'ode lieta musica nel tempio.
Coro di
Cittadini.
I:
Oh nobile esempio!
II:
Vedeste? nel volto
A tutti brillava la gioia del core.
II:
Però di Pagano nell'occhio travolto
La traccia appariva del lungo terrore.
TUTTI:
Ancor nello sguardo terribile e cupo
La fiera tempesta dell'animo appar;
Sarà, ma ben raro le furie del lupo
Nei placidi sensi d'agnel si mutâr.
DONNE:
Nell'ora dei morti perché dal gran tempio
Diffondesi intorno festevole suono?
Oh dite!... che avvenne?
UOMINI:
Quest'oggi sull'empio
Dal cielo placato discende il perdono:
Qui deve prostrarsi Pagano il bandito,
Che torna alle gioie del suolo natal!
DONNE:
Narrate!... narrate! dal patrio suo lito
Qual mai lo cacciava destino fatal?
UOMINI:
Era Viclinda - gentil donzella,
Vaga e fragrante - d'aura amorosa;
La gioventude - più ricca e bella
Ambiva, ardea - nomarla sposa,
Ma di Viclinda - l'alma innocente
D'Arvin si piacque, - sposo il chiamò;
Pagan spregiato - nel sen furente
Vendetta orrenda - farne giurò.
Un dì (dei morti - l'ora gemea)
Ivano al tempio - gli avventurati:
Quando improvviso - quell'alma rea
Fere il fratello - da tutti i lati;
Quindi rammingo - solo, proscritto,
Ai luoghi santi - corse a pregar.
Già da molt'anni - piange il delitto,
Ora gli è dato - fra i suoi tornar.
I:
Or ecco!... son dessi!... vedete? sul volto
A tutti sfavilla la gioia del core.
Il:
Però di Pagano nell'occhio travolto
Appare la traccia del lungo terrore.
TUTTI:
Ancor nello sguardo terribile e cupo
La fiera tempesta dell'animo appar;
Sarà, ma ben raro le furie del lupo
Nei placidi sensi d'agnel si mutâr.
ATTO PRIMO -
La vendetta
Pagano,
Arvino, Viclinda, Giselda, Pirro dal tempio, preceduti dai Priori della Città e
da Servi che recano torcie, ecc., e detti.
PAGANO (prostrato
al suolo):
Qui nel luogo santo e pio,
Testimonio al mio delitto,
Perdon chiedo al mondo e a Dio,
Umilmente e in cuore afflitto.
ARVINO:
Vieni! Il bacio del fratello
Del perdon ti sia suggello.
(Si baciano)
CORO:
Viva Arvino!... oh nobii cor!...
VICLINDA, GISELDA, PIRRO, CORO:
Pace!... Pace!...
PAGANO:
(Oh mio rossor!)
GISELDA, VICLINDA, TUTTI (ad Arvino):
Padre,
T'assale un tremito!... - sposo, che fia?
Tinta la fronte - hai di pallore.
Di gioia immensa - ho pieno il core,
E tu dividerla - non vuoi con me?
ARVINO:
(L'alma sul labbro - a me venia,
Ma ratto un gelo - mi scese al core;
In quegli sguardi - certo è il furore;
Destasi orrendo - sospetto in me)
PAGANO (a
Pirro):
Pirro, intendesti! - Cielo non fia
Che li assicuri - dal mio furore!
Stolti!... han trafitto - questo mio core,
Ed han sperato - pace da me!
PIRRO (a
Pagano):
Signor, tuo cenno - legge a me fia.
Cento hai ministri - del tuo furore;
Di questa notte - nel cupo orrore
Siccome spettri - verremo a te.
CORO:
S'han dato un bacio! - Quello non sia
Onde tradiva - Giuda il Signore!
Oh l'improvviso - silenzio al core
Di certa pace - nunzio non è!
UN PRIORE:
Or s'ascolti il voler cittadino!
Tutti, al grido di Piero infiammati,
Te proclamano, o nobile Arvino,
Condottier dei Lombardi Crociati.
ARVINO:
Io l'incarco difficile accetto,
Per lui dolce m'è il sangue versar;
Oh fratello! stringiamoci al petto;
Terra e ciel nostri giuri ascoltâr!
VICLINDA, GISELDA, PIRRO, CORO:
All'empio che infrange la santa promessa,
L'obbrobrio, l'infamia sul capo ricada:
Un'ora di pace non venga concessa,
Si tinga di sangue la luce del dì.
ARVINO, PAGANO:
Or basta!... né d'odio fra noi si ragioni.
Per dirci fratelli brandiamo la spada;
Voliamo serrati, siccome leoni,
Sugli empi vessilli che il Ciel maledì.
ATTO PRIMO -
La vendetta
Coro interno
di Claustrali.
A te nell'ora infausta
Dei mali e del riposo,
Dal fortunato claustro
Sorge un pregar pietoso:
Alle tue fide vergini
Apri ne' sogni il ciel.
Tu colle meste tenebre
Pace nell'uom infondi;
Sperdi le trame ai perfidi,
L'empio mortal confondi,
E suonerà di cantici
Più lieti il dì novel.
ATTO PRIMO -
La vendetta
Pagano e
Pirro.
PAGANO:
Vergini!... il ciel per ora
A vostre preci è chiuso;
Non per esse men certa in questa notte
Di vendetta fatale,
La lama colpirà del mio pugnale!
O Pirro, eppur quest'alma
Al delitto non nacque! Amor dovea
Renderla santa o rea!
Sciagurata! hai tu creduto
Che oblïarti avrei potuto,
Tu nel colmo del contento,
Io nel colmo del dolor?
Qual dall'acque l'alimento
Tragge l'italo vulcano,
Io così da te lontano
Crebbi agli impeti d'amor.
PIRRO:
Molti fidi qui celati
Pronti agli ordini già stanno.
PAGANO:
Ch'io li vegga...
(Pirro
accenna verso il giardino)
In tutti i lati
Essi il fuoco spargeranno
ATTO PRIMO -
La vendetta
Coro di
Sgherri e detti.
PAGANO:
Di perigli è piena l'opra!...
Molti servi Arvin ricetta;
Ma per me chi ben s'adopra
Largo è il premio
che l'aspetta.
SGHERRI:
Niun periglio il nostro seno
Di timor vigliacco assale;
Non v'è buio che il baleno
Non rischiari del pugnale;
Piano entriam con pie' sicuro
Ogni porta ed ogni muro;
Fra le grida, fra i lamenti,
Imperterriti, tacenti,
D'un sol colpo in paradiso
L'alme altrui godiam mandar.
Col pugnal di sangue intriso
Poi sediamo a banchettar!
PAGANO:
O speranza di vendetta,
Già sfavilli nel mio volto;
Da tant'anni a me diletta
Altra voce non ascolto;
Compro un dì col sangue avrei
Quell'incanto di beltà;
Or alfine, or mia tu sei,
Altri il sangue spargerà.
SGHERRI:
Comandare, impor tu dei,
Ben servirti ognun saprà.
ATTO PRIMO -
La vendetta
Galleria nel
Palazzo di Folco che mette dalla sinistra nelle stanze di Arvino, dalla destra
in altri appartamenti. La scena è illuminata da una lampada.
Viclinda,
Giselda, poi Arvino.
VICLINDA:
Tutta tremante ancor l'anima io sento...
No... dell'iniquo in viso
D'ira nube apparia, non pentimento.
Vieni, o Giselda!... un voto
In tal periglio solleviamo a Dio;
Giuriam, s'ei copre di suo manto pio
Tuo padre, il mio consorte,
Giuriam, che, nudo il pie', verremo al santo
Sepolcro orando.
ARVINO (dalle
sue stanze):
O sposa mia, ricovra
In quelle stanze omai, ma non corcarti.
GISELDA:
Oh ciel... quale periglio?
ARVINO:
È teco il padre mio.
Rumor di molti passi
Parvemi udir! dell'agitata mente
Esser potrebbe un gioco.
Va, sposa mia. (Parte)
GISELDA:
Te, Vergin santa, invoco!
(Inginocchiandosi
con Viclinda)
Salve Maria - di grazia il petto
T'empie il Signore - che in te si posa;
Tuo divin frutto - sia benedetto,
O fra le donne - l'avventurosa!
Vergine santa - madre di Dio,
Per noi tapini - leva preghiera,
Ond'Ei ci guardi - con occhio pio
Quando ne aggravi - l'ultima sera!
(Partono)
ATTO PRIMO -
La vendetta
Pirro e Pagano.
PIRRO:
Vieni!... già posa Arvino
Nelle sue stanze... un servo il disse.
PAGANO:
Oh gioia!
Spegni l'infausta lampa...
La luce delle fiamme
Il trionfo schiarar di mia vendetta
Dovrà fra pochi istanti...
Attendi! -
(Entra
cautamente nelle stanze di Arvino)
ATTO PRIMO -
La vendetta
Pirro solo,
indi Giselda, infine Pagano con pugnale insanguinato, e Viclinda.
PIRRO:
Eppure le fibre egli ha tremanti!
(Vedesi
nell'interno chiaror di fiamme)
Ma gli sgherri han sparso il foco!...
Qual rumore di spade ascolto!
Accorriam... nel duro giuoco
Ben cambiar saprò di volto.
(Parte
sguainando la spada. Giselda attraversa la scena rapidamente)
VICLINDA (trascinata
da Pagano):
Scellerato!... - Oh sposo...
PAGANO:
Il chiedi
Alla punta d'un pugnale...
Taci e seguimi.
VICLINDA:
A' tuoi piedi
Pria morir!...
PAGANO:
E chi mai vale
Per salvarti in queste soglie?
Niuno ormai da me ti scioglie;
Solo ai pianti, ai mesti lai
(L'incendio
interno va estinguendosi)
Può risponderti lo sgherro.
Chi t'ascolti qui non hai...
ATTO PRIMO -
La vendetta
Arvino,
Giselda, Pirro, Armigeri, Servi con torcie, e Detti.
ARVINO:
Io l'ascolto.
PAGANO:
O mio stupor!!!
Pur di sangue ... è intriso il ferro...
Chi 'l versava?
VICLINDA, GISELDA:
Il padre!...
TUTTI (con
Pagano, che lascia cadere il ferro):
Qrror!!! Mostro d'averno orribile,
Nè a te (me) si schiude il suolo?
Non ha l'Eterno un fulmine
Che t'abbia (m'abbia) a incenerir?
Tu fai (Farò) col nome solo il cielo inorridir!
ARVINO:
Parricida!... E tu pure trafitto
Sulla salma del padre morrai.
GISELDA (frapponendosi):
Deh non crescer delitto a delitto!
Altra scena risparmia d'orror.
PAGANO (ad
Arvino):
Che?... ti fermi?... coraggio non hai?...
Mira... io stesso aprirò la ferita.
(Fa per
uccidersi colla spada, ma vien fermato dagli Armigeri)
CORO. Sciagurato!... la vita, la vita
Ti fia strazio di morte peggior.
TUTTI:
Va! sul capo ti grava (Ah! sul capo mi grava)
l'Eterno
La condanna fatal di Caino;
Più che il foco e le serpi d'averno
Le tue (mie) carni il terror struggerà!
Va! (Ahi!) fra i fiori di lieto cammino,
Nelle grotte, fra i boschi sul monte.
Sangue ognor verserai (verserò) dalla fronte,
Sempre al dosso un demon ti (mi) starà
ATTO/scena: In
I | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 |
II | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 |
III | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 |
ATTO SECONDO
- L'uomo della caverna
Sala nel
Palazzo d'Acciano in Antiochia.Acciano è seduto sul trono, dinanzi a lui stanno
gli Ambasciatori, Soldati e Popolo.
I
AMBASCIATORI:
È dunque vero?
ACCIANO:
Splendere
Vid'io le inique spade!
AMBASCIATORI:
Audaci!... a che le barbare
Lasciar natie contrade?
Di Maometto al fulmine
Noi li vedrem sparir!
ACCIANO:
Forti, crudeli, esultano
Di stupri e di rapine;
Lascian dovunque un cumulo
Di stragi e di ruine...
AMBASCIATORI:
Deh scendi, Allah terribile.
I perfidi a punir!
TUTTI:
Or che d'Europa il fulmine
Minaccia i nostri campi,
Vola per noi sui turbini,
Pugna per noi fra i lampi,
E sentirem nell'anima
Scorrere il tuo valor.
Giuriam!... Noi tutti sorgere
Come un sol uom vedrai,
Scordar le gare e accenderne
Un'ira sola omai;
Quale fia scampo ai perfidi,
Se tu ne infiammi il cor?
(Partono)
ATTO SECONDO
- L'uomo della caverna
Oronte e
Sofia velata.
ORONTE:
O madre mia, che fa colei?
SOFIA:
Sospira,
Piange, i suoi cari chiama...
Pur l'infelice t'ama.
ORONTE: